L’acronimo EMDR (Eye Moviment Desensitization and Reprocessing) significa Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso i Movimenti Oculari.
La Desensibilizzazione è riferita alla riduzione di intensità dell’emozione percepita mentre si sta richiamando l’evento traumatico.
La Rielaborazione si riferisce ai ricordi degli eventi traumatici che non sono stati adeguatamente elaborati nel momento in cui si sono verificati. I Movimenti Oculari sono solitamente utilizzati per fare in modo che i due emisferi cerebrali prendano parte alla procedura di elaborazione.
L’efficacia dell’EMDR è riconosciuta da eminenti associazioni quali l’American Psychological Association e l’American Psychiatric Association.
In seguito a una psicoterapia con EMDR il soggetto rafforza gli aspetti della sua autostima, è più centrato sul qui e ora e sul senso del sé, ha più fiducia nelle sue capacità e nel suo valore come persona.
Gli eventi traumatici perdono così l’iniziale impatto emotivo per venire trasformati in una risorsa positiva.
Dopo un trauma o uno stress grave, con la terapia EMDR si acquista la consapevolezza che ciò che è successo non si può cambiare, ma il ricordo può essere trasformato liberando risorse preziose per la guarigione e il benessere dell’individuo.
Inizialmente viene raccolta la storia del paziente identificando con lui gli eventi che hanno contribuito a sviluppare il problema: panico, ansie, fobie. Sono questi i ricordi che verranno elaborati con l’EMDR.
Il paziente viene invitato a notare i pensieri, le sensazioni fisiche e le immagini collegati con l’esperienza traumatica, nel contempo il terapeuta gli fa compiere dei semplici movimenti oculari, o procede con stimolazioni alternate destra-sinistra.
Tali stimolazioni hanno lo scopo di favorire una migliore comunicazione tra gli emisferi cerebrali e si basano su un processo neurofisiologico naturale, simile a quello che avviene nel sonno REM (fase del sonno in cui si sogna).
Dopo l’EMDR il paziente ricorda ancora l’evento ma sente che tutto ciò fa parte del passato ed è integrato in una prospettiva più adulta.
Dopo una o più sedute i ricordi disturbanti legati all’esperienza traumatica si modificano: il cambiamento è molto rapido, indipendentemente dagli anni che sono passati dall’evento, i pensieri intrusivi si attutiscono o spariscono, le emozioni e sensazioni fisiche si riducono di intensità.
Studi randomizzati controllati hanno dimostrato che nel giro di 3-6 sedute si ha dal 77 al 100% di remissione del disturbo post traumatico da stress in vittime di traumi singoli, mentre occorrono almeno 12 sedute per vittime di traumi multipli come nei reduci di guerra.
Con L’EMDR vengono localizzati i ricordi traumatici responsabili della nostra angoscia nel presente e successivamente si procede con l’elaborazione.
Una volta che l’evento viene elaborato, il sintomo angoscioso nel presente cessa di esistere.
Il piano di lavoro si struttura quindi su tre tempi: gli eventi passati non elaborati che continuano a generare sofferenza; i sintomi che si presentano nel presente; lo scenario futuro desiderato.
Il metodo EMDR è stato ideato dalla psicologa Francine Shapiro nel 1987. Il metodo veniva usato originariamente per trattare gli eventi post-traumatici relativi al conflitto in Vietnam, successivamente venne esteso all’elaborazione di altri eventi traumatici.
Oggi viene utilizzato in tante altre situazioni, quali le seguenti:
-eliminare ostacoli interni che impediscono il raggiungimento del massimo potenziale (es. studenti prima di un esame, atleti che vogliono incrementare i propri risultati prima di una gara, …).
-per riuscire a gestire una crisi come tradimento, divorzio, disoccupazione, trauma da parto
-per modificare comportamenti disfunzionali come la difficoltà nel creare relazioni intime, cattive decisioni ricorrenti, fare i capricci
-per affrontare ansie e fobie come la paura di parlare in pubblico, ansia da prestazione, paura di guidare, paura di morire, fobia del dentista, incubi ricorrenti
-affrontare eventi traumatici come incidenti stradali, attacchi di panico, lutto di una persona cara, terremoti, violenze sessuali
Nel momento in cui ci troviamo ad affrontare sofferenze psicologiche dovute a un evento traumatico, l’EMDR può essere d’aiuto per modificare le condizioni di vita della persona coinvolta.
L’EMDR è considerata un approccio sempre più raffinato, complesso e globale nel trattamento dei disturbi d’ansia. Offre quindi l’occasione non solo di elaborare i traumi del passato ma anche di potenziare le capacità personali e le risorse individuali, per affrontare le sfide della vita quotidiana con serenità e sicurezza, senza sentirsi in balia dell’ansia.
Il lavoro psicoterapeutico prevede la rielaborazione di tutte quelle esperienze angoscianti legate alla storia della persona e che possono essere causa dei sintomi ansiosi.
L’importanza dello stress, dei lutti, del maltrattamento in ambito familiare e di altri eventi di vita negativi o pesanti come fattori di rischio è ormai ampiamente riconosciuta dalla letteratura sull’ansia.
Con l’EMDR si lavora non solo sul ricordo di alcune esperienze che possono aver contribuito all’insorgenza del disturbo d’ansia ma anche sul ricordo delle prime volte in cui si è provata l’ansia e le volte peggiori, in modo da desensibilizzare e neutralizzare queste reazioni. In questo modo si facilita alla persona il fatto di poter affrontare in modo più sereno le situazioni che fino a quel momento erano vissute come ansiogene.
Il lutto è visto come un importante fattore di rischio per la salute psicologica della persona.
L’EMDR fa emergere le rappresentazioni interiori esperite attraverso i ricordi e il significato ad esse attribuito.
I ricordi della persona cara che abbiamo perso, emergono e ci fanno capire il significato della relazione, del suo ruolo nella nostra vita e nella nostra identità, e ci consentono di portare nel futuro la sicurezza fondamentale di aver amato e di essere stati amati da lui, di aver dato molto e di aver ricevuto, infine di aver condiviso una parte della nostra vita.
Questi aspetti non si perderanno, ma rimangono come una rappresentazione interna adattiva da portare con noi.
Durante l’EMDR, il terapeuta lavora con il paziente per capire la sua storia e identifica i ricordi dei momenti più pesanti e traumatici del lutto.
Una volta che si è iniziato il trattamento, dopo una fase di preparazione, il paziente richiama alla mente le immagini peggiori, gli attuali pensieri e le emozioni circa quell’ evento. Il terapeuta facilita il movimento direzionale degli occhi, mentre il paziente si concentra sul materiale traumatico, senza fare alcuno sforzo per controllare la direzione e il contenuto del materiale che può presentarsi spontaneamente al paziente (immagini, pensieri, suoni, odori, ecc). In questo modo si riattiva la capacità innata di elaborazione, che nel caso di un lutto, si sblocca per l’impatto emotivo e la traumaticità.
L’EMDR favorisce le varie fasi di elaborazione del lutto, facilitando l’assimilazione e l’adattamento alla perdita.
In particolare si conseguono questi obiettivi terapeutici: offrire psico-educazione sul lutto traumatico; favorire un’elaborazione adattiva; favorire l’emergere di ricordi positivi e la possibilità di avere un rapporto più sereno con la persona cara; contribuire alla ricostruzione dei significati; aiutare la persona a trovare modalità di superamento della perdita in modo più sano e funzionale.
L’EMDR può essere utilizzato per completare quanto è necessario all’elaborazione del lutto non complesso, oppure per evitare gli ostacoli che potrebbero complicare l’elaborazione, e infine per elaborare gli ostacoli che possono impedire il completamento efficace di processi di elaborazione.
Numerosi studi hanno dimostrato che l’EMDR può essere utilizzato con successo con i bambini, garantendo loro la possibilità di uno sviluppo sano.
Il cervello dei bambini è plasmabile e così come il trauma ne altera lo sviluppo neurofisiologico così il trattamento EMDR riorganizza la mente attraverso la rielaborazione dei ricordi traumatici. A volte i bambini non hanno ricordi di esperienze negative ma tali esperienze restano della memoria contribuendo allo sviluppo di traumi e difficoltà a medio e lungo termine.
Gli aspetti vincenti dell’EMDR sono la rapidità di intervento, l’efficacia e la possibilità di applicarlo a qualunque tipo di età, compresi i bambini.
Spesso infatti i sintomi dei bambini sono la conseguenza di eventi traumatici vissuti direttamente da più piccoli ma anche dalle figure di riferimento o dalla famiglia in generale.
L’EMDR non solo si è rivelato efficace nel trattamento dei sintomi in età evolutiva ma ha dimostrato sia a livello clinico che scientifico una grande rapidità di risoluzione contribuendo così ad una crescita emotiva e neurofisiologica che porta, in modo naturale, il bambino verso il benessere.